INTERVISTE PROGETTO "SENTIMENTALE - DEDICATO A LELIO LUTTAZZI

 

MESSAGGERO VENETO

  

Barbara Errico: «Dedicato a Lelio con tutto il mio swing»

 

La cantante udinese è in uscita con “Sentimentale”, un cd omaggio al grande Luttazzi. «Lui sarà sempre il Re»

  

 

                                                                                                                                                                                                          di Gian Paolo Polesini      27 dicembre 2013

 

Il postino infilò un pacchettino quadrato nella buca delle lettere di casa Luttazzi, poco prima del Natale 2010.

 

Lelio lo scartò e si ritrovò per le mani un cd, Endrigo in jazz di Barbara Errico. E quel suono inalato con l’attenzione che lui dedicava alla musica, provocò una mail: «Cara Barbara, ho ascoltato i tuoi pezzi in ritardo a causa della mia neuropatia... ora però posso affermare che tu rappresenti per me la perfezione insieme ai tuoi musicisti. BRAVA! Ti auguro una carriera luminosa». L.L.

 

«Lessi e rilessi, le imparai a memoria quelle parole, commossa, felice, incredula. Nessuno meglio di quest’uomo meraviglioso, che seppe modulare il leggero e il colto, riuscì a cogliere il senso di una musicalità complessa e in Italia spinta nelle retrovie dal pop e dal rock. Eppure fu ugualmente grande, spopolò in tv - irripetibili i suoi duetti con Mina - consegnando allo swing una nuova vita lontano da Kansas City che negli anni Venti lo propose al mondo».

 

Forse un caso, eppure siamo ancora nell’atmosfera natalizia, come tre anni fa quando Luttazzi ed Errico iniziarono a conoscersi. Stavolta, in più, c’è un cd.

 

Non ancora cellophanato, ma pronto per essere inscatolato, a cura della Dodicilune. «L’ho desiderato - confessa la cantante udinese - e con al fianco la Fondazione Luttazzi, sono riuscita a far convivere dodici splendidi brani, tutti ovviamente a firma sua.

 

Con l’inedito Buonanotte Rossana, scritto per la moglie amata. Ora, noi due, siamo amiche. Senza di lei non ce l’avrei proprio fatta».

 

Errico è una delle nostre the voice jazzate più celebrate - nel 2011 impugna l’International Jazz Awards e per ben due annate è tra le dieci migliori interpreti italiane - una scoperta di Armando Battiston, ricorda, «che mi ordinò di non smettere mai». Il primo passo è il Barbara Errico jazz quintet del 1998 e l’ultimo una appassionata dedica a Sergio Endrigo, si diceva.

 

Ora non resta che ascoltarlo, Sentimentale, in un sorta di première virtuale.Intanto due evergreen, Blue Skies Mia vecchia Broadway, dalle tonalità dixieland.

 

«Non sembri una mescolanza casuale, ogni tipologia è unita da assonanze conformi, ha un suo significato e arrangiamenti affidati ai musicisti più in sintonia con le varie tipologie armoniche. E così il direttore d’orchestra della Rai Vannucchi mi ha assistito nei pezzi della memoria, il pianista Lorenzo Hengeller - che si intravede in Servizio pubblico di Santoro - si è occupato di Chi mai sei tu e di Canto anche se sono stonato, mentre Franco Feruglio, udinese, amico da sempre, di Mi piace e di Buonanotte Rossana. Il tocco caldo del Sud è infuso da un grandissimo chitarrista, Antonio Onorato. E mi riferisco a Souvenir d’Italie e a ’Nammurammece. Ecco, questo è tutto».

 

A fine gennaio l’oggetto sarà sugli scaffali. «Inutile, Lelio rimane il re, l’unico e irripetibile sovrano tricolore dello swing».

 

 

 

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2013/12/27/news/barbara-errico-dedicato-a-lelio-con-tutto-il-mio-swing-1.8367925

 

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«SENTIMENTALE»: INTERVISTA A BARBARA ERRICO 1/2

                                                                                                                                                                                 13 lug 2014   Posted by Alceste Ayroldi

 

«Sentimentale» è il nuovo lavoro discografico della vocalist Barbara Errico, interamente dedicato al grande Lelio Luttazzi (edizione Dodicilune). In occasione della redazione delle note di copertina, si è scambiato quattro chiacchiere in proposito.

Barbara, perché un disco dedicato a Lelio Luttazzi?

Quando Luttazzi è rientrato da Roma nella sua Trieste il sapere che viveva in una città così vicino alla mia ha fatto nascere in me il desiderio di contattarlo per poterlo conoscere direttamente, per condividere la nostra comune passione per il jazz e, soprattutto, la passione per lo swing. Non sapendo come fare, il modo migliore mi è sembrato quello di inviargli in anteprima una copia del mio cd «Endrigo in jazz», non ancora pubblicato, per poter avere da lui un parere spassionato e critico di questo lavoro. La sua risposta non tardò e tramite la moglie Rossana mi scrisse una mail: “… Ora però posso affermare che tu rappresenti per me la perfezione insieme ai tuoi musicisti. Brava! Ti auguro una carriera luminosa…”. Mi sembrò quasi impossibile ricevere proprio da lui un complimento così, ma il destino purtroppo non mi ha riservato la gioia di conoscerlo personalmente. Però, ne è nata una profonda e preziosa amicizia con Rossana, moglie del maestro: ed è proprio da questa amicizia che il progetto su di lui è iniziato e ha avuto seguito, grazie anche alla compartecipazione entusiasta di Rossana e della fondazione Luttazzi e della casa discografica Dodicilune di Lecce.

La discografia del Maestro Luttazzi è sconfinata. Secondo quale criterio ha proceduto nella scelta dei brani?

Sicuramente la prima scelta è andata a quei brani che potessero essere interpretati al femminile e, poi, indipendentemente se fossero i brani conosciuti oppure i meno noti al grande pubblico, che  mettessero  in risalto i tratti caratteristici di Lelio: lo stile, la classe e  lo humor.

Tra i dodici brani c’è anche un inedito. Ce ne vuole parlare?

Tra i diversi inediti del Maestro che Rossana, con grande emozione ed amore,  mi ha proposto di interpretare, quello che di più mi ha colpito e commosso è stato Buonanotte Rossana. E’ un brano dedicato da Lelio alla moglie Rossana e scritto nell’ultimo periodo della sua vita; interpretarlo è stato per me un onore e una grande emozione, la stessa che provo ogni volta che lo canto.

C’è anche Love Is Here To Stay di George Gershwin.

Ho ritenuto opportuno inserire due standard americani, Blue Skies di Irving Berlin e Love Is Here To Stay di Gershwin, brani che il Maestro amava e spesso suonava anche nei suoi concerti.

Un ensemble ricco e variegato. Perché questa scelta e quali i motivi che l’hanno portata a scegliere questi musicisti?

Grazie a Rossana ho conosciuto gli straordinari musicisti, amici di Lelio che con lui hanno anche collaborato nelle famose trasmissioni della Rai Tv negli anni Sessanta: Antonello Vannucchi, che in questo progetto ha curato tutti gli arrangiamenti dei brani orchestrali, oltre a suonare il pianoforte; Giorgio Rosciglione e Massimo Moriconi, noti contrabbassisti del panorama jazz italiano e che hanno suonato per tanti anni con Lelio. Poi il trombettista Claudio Corvini , il sassofonista-clarinettista Sandro Deidda, e il batterista Gianluca Nanni. Per i brani in duetto – Canto anche se sono stonato e   Chi mai sei tu – Rossana mi ha proposto Lorenzo Hengeller ,che si è rivelato eccezionale interprete e arrangiatore di questi due brani nei quali abbiamo cercato di ricreare quell’atmosfera scanzonata ma di classe che Lelio, nei suoi siparietti di Studio Uno, amava proporre assieme alla grande Mina.  Merito invece dei miei amici Rita e Mimmo Dragotti aver conosciuto Antonio Onorato: chi meglio di lui, napoletano verace, poteva riarrangiare e interpretare con la sua magica chitarra i due brani Souvenir d’Italie e Nnammurammece con quella «passionale leggerezza» di grande artista partenopeo qual è lui. E poi gli artisti veneti e friulani che ho voluto con me per interpretare i due brani Mi piace e Buonanotte Rossana; il Quartetto d’archi Pezzè (Nicola Bulfone e Lucia Clonfero violino, Elena Allegretto viola, Mara Grion violoncello),  Emanuel Donadelli alla batteria, il vibrafonista Saverio Tasca ed il contrabbassista Franco Feruglio, che ha anche curato l’arrangiamento per gli archi, il vibrafono e per la chitarra, da lui con eleganza suonata nel brano Buonanotte Rossana.

Una formazione così abbondante sarà quasi impossibile portarla in tour. Ha già pensato a una soluzione alternativa?

Certamente non potrà essere la formazione originale, ma di volta in volta, a seconda di dove porterò il progetto, dovrò scegliere la formazione adatta: e non sarà cosa facile!

 

Alceste Ayroldi

(prima parte)

http://musicajazz.it/sentimentale-intervista-a-barbara-errico-12/

 

 

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«SENTIMENTALE»: INTERVISTA A BARBARA ERRICO 2/2

                                                                                                                                                                                 17 lug 2014   Posted by Alceste Ayroldi

 

«Sentimentale» è il nuovo lavoro discografico della vocalist Barbara Errico, interamente dedicato al grande Lelio Luttazzi, prodotto dalla Dodicilune. In occasione della redazione delle note di copertina, si è scambiato quattro chiacchiere in proposito. Questa è la seconda parte dell’intervista.

Ci sono stati momenti «critici» durante l’elaborazione dell’intero progetto? Ha mai pensato di abbandonarlo?

Come sempre accade nella realizzazione di un progetto importante,  si sono presentati dei problemi, tecnici, organizzativi e di tempo ma l’entusiasmo mio e di Rossana, ci ha sempre sostenuto e spronato per portarlo a termine. Di abbandonarlo non l’ho mai pensato, nemmeno per un attimo!

C’è da sottolineare come Luttazzi sia stato capace di mettere al servizio la metrica della lingua italiana con lo swing. A suo parere, quali altri musicisti italiani sono stati capaci di fare altrettanto?

Luttazzi è stato sicuramente geniale in questo ma io ricorderei artisti come Alberto Rabagliati che forse fu il primo a swingare in italiano, poi Fred Buscaglione e Nicola Arigliano.

Ha dimostrato sempre un gran attaccamento alla musica italiana: prima di «Sentimentale» c’è stato il tributo a Sergio Endrigo. Nazionalità a parte, cosa la lega al repertorio italiano?

Sono convinta che la musica italiana, specialmente quella di cantautorato e quella di tanti  nostri  grandi autori, nulla abbia da invidiare a certa buona musica che viene dall’estero e per questo la nostra musica dovrebbe essere ripresa e valorizzata. Amo cantare in italiano perché posso dare significato ad ogni parola evidenziandone le sfumature, tratto caratteristico della nostra lingua: pur senza tradire il mio vecchio amore per la musica jazz americana.

Barbara, lei è molto attiva anche nella didattica. Come giudica, in generale, il livello delle vocalist italiane, soprattutto paragonato al Resto del Mondo?

Nelle mie lezioni di canto punto molto all’aspetto tecnico e a pari passo allo studio dell’interpretazione e per questo, assieme alla mia amica Nicoletta Gottardo, Mental Coach e Coach di programmazione neurolinguistica,  abbiamo ideato, messo a punto e depositato un metodo che abbiamo voluto chiamare V.M.C. – Voce – Mente – Corpo, metodo per la «crescita personale e l’apprendimento del canto». Nell’insegnamento l’interpretazione, specialmente nel jazz, molto spesso viene in parte trascurata a favore di una estremizzazione del tecnicismo e del virtuosismo. L’obiettivo di ogni artista è quello di creare  arte con il proprio talento, e fare arte significa trasmettere emozioni: ed è proprio questo che il pubblico chiede! In molte nazioni estere l’educazione musicale ha un forte peso nell’educazione generale dei giovani e si fa musica con serietà sin dalla giovane età e dalle scuole primarie…. il fenomeno televisivo dei Talent Show, così di moda adesso, ha peggiorato ancora di più le cose.

 

Quali consigli dà ai giovani?

Studiare, studiare e studiare senza risparmiarsi, ascoltare la musica a 360 gradi senza farsi coinvolgere dalle mode e non pensare di «arrivare» subito e con grande facilità. Ci vogliono costanza, dedizione e ovviamente predisposizione (non tutti possono diventare cantanti). I più fortunati possono avere un talento innato che, però, va sempre accompagnato dalla dedizione e dallo studio; il cantare è come studiare uno strumento, non si diventa violinisti o pianisti senza sacrificio! E per chi vuole studiare jazz  il mio consiglio è di iniziare ascoltando i grandi cantanti jazz americani come Ella Fitzgerald, Billy Holiday, Frank Sinatra insomma i pilastri del jazz: c’è tanto, tanto da imparare!

E’ previsto un tour di «Sentimentale»?

Me lo auguro, pur sapendo quali sono le difficoltà oggettive che purtroppo si incontrano oggi nel nostro paese, e non solo! Certamente ci saranno comunque nel prossimo futuro una serie di concerti in Italia e spero anche all’estero: ci sto lavorando con la mia agenzia.

A quali altri progetti sta lavorando e quali obiettivi si è data?

Ho un progetto che inseguo da anni. Ho scritto dei brani jazz, musica e testi in italiano, che ho proposto a noti musicisti della mia regione, i quali hanno aderito con entusiasmo. L’idea sarebbe quella di unire ai miei brani dei pezzi originali loro; inizieremo a lavorarci già da questa estate, l’entusiasmo è tanto!

 

Alceste Ayroldi

 (seconda parte)

http://musicajazz.it/sentimentale-intervista-a-barbara-errico-22/

 

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MEDIASET TGCOM 24   

 

A Jazz meeting con Barbara Errico

Presenta il progetto discografico "Sentimentale. Dedicato a Lelio Luttazzi"

 

                                                                                                                                                                                                                         di GIANCARLO BASTIANELLI  1 luglio 2014

 

13:10 - “Sentimentale. Dedicato a Lelio Luttazzi” è il nuovo progetto discografico della cantante friulana Barbara Errico, prodotto da Koinè, dell'etichetta Dodicilune, con la collaborazione e il sostegno della signora Rossana, moglie del maestro, e della Fondazione Luttazzi. Il progetto sarà presentato ufficialmente mercoledì 2 luglio all'interno del Festival Udin&Jazz 2014.

 

Il cd contiene dieci brani del compositore triestino già interpretati da grandissimi cantanti del panorama italiano (Quartetto Cetra, Mina, Jula de Palma e molti altri). Barbara Errico nostra ospite a "Jazz Meeting" si è formata per molti anni nella lirica come soprano drammatico con il maestro Bruno Sebastian, successivamente è passata al jazz macinando chilometri e chilometri per l’Italia, per assistere a festival e frequentare workskop con molti jazzisti di calibro internazionale.

Barbara, come mai un progetto su Lelio Luttazzi?
E’ un punto di riferimento per molti, dice la cantante, il vero “faro” della musica italiana per quanto mi riguarda, il disco è nato dopo aver fatto ascoltare al Maestro Luttazzi il mio lavoro precedente su Sergio Endrigo. Luttazzi mi rispose incoraggiandomi ad andare avanti, per questo ho ritenuto doveroso dedicare questo progetto proprio a lui che ho sempre visto come un punto di riferimento; ascoltando le sue canzoni, anche a tanti anni di distanza, non ti stanca mai. 

Nel disco anche un duetto con Lorenzo Hengeller.
Si, abbiamo realizzato “Chi Mai Sei Tu”; l’idea è nata da Rosanna Luttazzi vedova di Lelio perché Hengeller è un pianista che le è molto caro, dal momento che lui sente la musica jazz in modo “luttazziano”. Rosanna mi ha messo in contatto con Lorenzo Hengeller che io avevo già avuto modo di ascoltare ed apprezzare. Il brano è arrangiato sullo stile dei duetti tra Mina e lo stesso Luttazzi nel programma televisivo “Studio 1”, in modo molto giocoso abbiamo voluto riprodurre proprio quella atmosfera. Era un TV fatta con molta classe e di un certo spessore, cosa che un po’manca alle televisione di oggi.

Nel tuo lavoro troviamo “Love Is Here To Stay” di George e Ira Gershwin e “Blue Skies” di Irving Berlin.
Luttazzi era molto vicino a grandi compositori come Porter o Gershwin è una dedica che io faccio al suo modo di “sentire” il jazz, che tra l’altro è anche molto vicino al mio. Il due luglio presenteremo il progetto al festival “Udin&jazz 2014” sono molto emozionata, non solo perche sarà la prima nazionale, ma anche perché per l’occasione ad Udine arriverà anche Rosanna Luttazzi, devo tantissimo a lei, al suo entusiasmo alla sua energia, spero con la nostra esibizione di farle un bel regalo.

 

http://www.tgcom24.mediaset.it/rubriche/2014/notizia/a-jazz-meeting-con-barbara-errico_2054665.shtml

 

 

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il PICCOLO

 

Errico: «Ecco il mio omaggio all’indimenticabile Luttazzi»

 

Dopo quello dedicato a Endrigo, un album della jazzista friulana con le canzoni del musicista triestino: si intitola “Sentimentale”, dodici brani fra cui un inedito

 

                                                                                                                                                                                      di Sabrina Vidon  02 agosto 2014

  

Vincitrice dell'Italian Jazz Awards", categoria "Brand New Act" nel 2011 e tra le migliori 10 voci jazz italiane per il "Jazz it award 2010", Barbara Errico è partita alla conquista del mondo musicale jazz sia come cantante che come insegnante.

Avvicinatasi alla musica Jazz alla fine degli anni ottanta, dopo aver registrato la prima versione di "Children" di Robert Miles nel 1995 e il suo primo cd "Barbara Errico Jazz Quintet" nel 1997, di strada ne ha fatta molta e ha avuto modo di collaborare con numerosi artisti fra i quali Sergio Endrigo; proprio a lui, nel 2010, ha dedicato il cd "Endrigo in jazz" che ha portato grandi soddisfazioni di critica e di pubblico, sia in Italia che all'estero.

"Sentimentale", il suo ultimo lavoro discografico prodotto da "Koinè by Dodicilune" e distribuito da "Ird", è dedicato a Lelio Luttazzi e raccoglie i pezzi storici del grande autore italiano: da "Mi piace" a "Eccezionalmente sì", passando per "Love is here to stay" e "Mia vecchia Broadway", fino ad arrivare a "Sentimentale" che da il nome all'album.

«...ora però ti posso affermare che tu rappresenti per me la perfezione insieme ai tuoi musicisti. Brava! Ti auguro una carriera luminosa...». questo un frammento della mail scritta da Lelio Luttazzi, dopo aver ascoltato l'album "Endrigo in jazz". È stato questa la scintilla che ha portato alla nascita di questo disco?

«Sì, tutto è partito dalla copia del mio cd dedicato a Sergio Endrigo e spedito a Lelio Luttazzi; lui lo aveva ascoltato (era il 2010) esprimendo apprezzamento ed era nata l'idea di collaborare insieme in future occasioni. Purtroppo, le cose non sono andate come avremmo sperato, Lelio è mancato ma insieme a Rossana (sua moglie) ho avuto modo di realizzare questo disco».

"Sentimentale" raccoglie dodici brani e tra questi un inedito. Quanto tempo ci è voluto per decidere selezione ed arrangiamenti?

«È stato un lavoro lungo ed è iniziato con la rivisitazione di brani composti da Lelio ed interpretati da grandissimi cantanti del panorama italiano come il Quartetto Cetra, Mina e la straordinaria Jula de Palma. Rossana e la Fondazione Luttazzi mi hanno incoraggiata dandomi la possibilità d'interpretare a mia scelta un inedito e mettendomi in contatto con i musicisti che avevano collaborato a suo tempo con il maestro. Antonello Vannucchi ha arrangiato e suonato le tracce orchestrali per alcuni brani fra cui "Blue skies" e "Vecchia America", ma l'idea era quella di riassumere in un disco le diverse sfaccettature del carattere musicale di Luttazzi e la ricerca è continuata. Ai suoni dell'orchestra si sono aggiunti l'eleganza classica di Franco Feruglio che si è occupato degli arrangiamenti per archi, chitarra e vibrafono in "Mi piace" e nell'inedito e delicatissimo "Buonanotte Rossana", eseguiti dal Quartetto d'archi Pezze; l'ironia e la freschezza degli arrangiamenti di Lorenzo Hengeller, con il quale ho cantato "Chi mai sei tu" e "Canto anche se sono stonato"; ed il tocco virtuosistico e partenopeo del chitarrista Antonio Onorato, nei due brani "Souvenir d'Italie" e "’Nnammurammece". Il tutto supportato da musicisti bravissimi, fra cui il vibrafonista Saverio Tasca intervenuto in "Mi piace"».

Dopo Endrigo, Luttazzi: l'opzione "autori italiani" è un caso o una scelta?

«Sono cresciuta ascoltando classici del jazz e grandi interpreti come Ella Fitzgerald, Billie Holiday e Sarah Vaughan, ma io sono una cantante jazz italiana e mi è sembrato giusto dare valore alle mie origini. La musicalità dell'italiano è unica, permette di dare espressione, significato e valore ad ogni singola parola ed anche al respiro contenuto in un fraseggio. Insomma, l'italiano mi piace da morire, abbiamo avuto dei grandi autori e questi album sono un modo per riscoprirli e riportare in luce il loro lavoro».

Perché "Sentimentale"?

«Perché vuol dire tante cose: perché Lelio ha scritto dei brani di una dolcezza ed intensità incredibili, perché ha lasciato nel cuore di tutti noi un ricordo bellissimo e perché c'è la moglie che lo ricorda con affetto grandissimo».

Lelio Luttazzi è stato autore, musicista, cantante ma anche grande showman. Secondo lei, l'ironia è una caratteristica che si è persa in ambito artistico-musicale in tempi recenti?

«Si, decisamente. Per assurdo, si è persa perché si va poco in profondità nelle cose. Vorrei sentire l'ironia nella musica e nello spettacolo, come vorrei si rivalutasse la semplicità».

Quanto conta la tecnica?

«Credo che la bravura di un cantante non stia solo nel dimostrare estreme capacità tecniche e freddi virtuosismi ma nel saper fondere tecnica ed espressività, permettendo all'ascoltatore di provare emozioni durante l'ascolto».

Lei è anche insegnante di canto. A che cosa indirizza i suoi alunni?

«Nel mio insegnamento cerco di dare al futuro cantante gli strumenti necessari per esprimersi al meglio. Il mio metodo si chiama V.M.C. voce-mente-corpo ed è un approccio che tiene conto dell'intera persona e non solo della gola o del diaframma. Io mi occupo di voce ma anche di postura (sono fisioterapista) ed insieme a me c'è Nicoletta Gottardo, Art Performance Coach, Mental Coach e Coach di Programmazione Neuro-Linguistica, che cura la parte "spirituale" ed emozionale, perché senza un'adeguata preparazione mentale anche il cantante più talentuoso rischia di non riuscire ad esprimere a pieno il proprio potenziale».

E lei, come pensai di esprimere al meglio il suo potenziale nel prossimo futuro?

«Innanzitutto spero di poter presentare presto questo album in un concerto a Trieste, città tanto amata da Lelio; mentre il prossimo progetto cambierà completamente direzione ed inizierà a prendere forma nel prossimo autunno. Si tratta di pezzi scritti da me, che andrò a realizzare con musicisti autoctoni in lingua, tassativamente, italiana».

  

http://ilpiccolo.gelocal.it/tempo-libero/2014/08/02/news/errico-ecco-il-mio-omaggio-all-indimenticabile-luttazzi-1.9700759

 

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Mercoledì 24 Settembre 2014 00:00

 

 

 

Jazz Convention: Dopo Endrigo, Luttazzi: come mai questa scelta tutta italiana?

Barbara Errico: Sono convinta che la musica italiana, specialmente quella di cantautorato e quella di tanti nostri grandi autori, nulla abbia da invidiare a certa buona musica che viene dall'estero e quindi per questo la nostra musica dovrebbe essere assolutamente ripresa e valorizzata. La scelta di fare un progetto su Luttazzi è nato così: quando Luttazzi è rientrato da Roma alla sua Trieste, il sapere che viveva in una città così vicino alla mia, ha fatto nascere in me il desiderio di contattarlo per poterlo conoscere direttamente, per condividere la nostra comune passione per il Jazz e soprattutto per lo swing. Non sapendo come fare, il modo migliore mi è sembrato quello di inviargli in anteprima una copia del mio CD Endrigo in Jazz, non ancora uscito, per poter avere da lui un parere spassionato e soprattutto critico di questo lavoro.

 

JC: E Luttazzi cosa ti disse?

BE: La sua risposta non tardò. Tramite la moglie Rossana, mi scrisse una mail. «Ora però ti posso affermare che tu rappresenti per me la perfezione insieme ai tuoi musicisti. BRAVA! Ti auguro una carriera luminosa.» Mi sembrò quasi impossibile ricevere proprio da lui un complimento così ma il destino purtroppo non mi avrebbe riservato la gioia di conoscerlo personalmente. Ne è nata però una profonda e preziosa amicizia con la Signora Rossana, moglie del maestro, ed è proprio da questa amicizia che il progetto su di lui è iniziato ed ha avuto seguito grazie anche alla compartecipazione entusiasta di Rossana e della Fondazione Luttazzi. Sentimentale - dedicato a Lelio Luttazzi è uscito a giugno 2014 per la Dodicilune.

 

JC: Cosa hai provato a interpretare le canzoni di Lelio in chiave jazz?

BE: È stato davvero molto emozionante perché considero Luttazzi un grande musicista ed un grande paroliere; Lelio inoltre era dotato di uno swing innato e di una sottile ironia. Ha scritto dei brani molto intensi, come Mi piace e Souvenir d'Italie che sono state poi interpretati da grandi cantanti come Mina e Jula De Palma.

 

JC: Altre riflessioni da aggiungere al tuo disco?

BE: Spero di poter a portare questo mio progetto nei Festival Jazz non solo in Italia ma anche all'estero..

 

JC: Ora, così, a bruciapelo chi è Barbara Errico?

BE: Credo di essere nata per cantare, amo profondamente la musica. Sono anche insegnante di canto, da molti anni, ma solo ultimamente sono riuscita a creare un mio laboratorio di canto, assieme ad una mia cara amica, Nicoletta Gottardo, Mental Coach e Coach di Programmazione Neuro-Linguistico, con lei ho messo a punto un nuovo metodo di studio, depositato come "V.M.C. - Voce - Mente - Corpo - Metodo per la Crescita Personale e l'Apprendimento del Canto". L'obiettivo di ogni artista è quello di creare arte con il proprio talento, e creare arte significa soprattutto trasmettere emozione ed è proprio questo che il pubblico si aspetta e chiede! Nell'insegnamento del canto, specialmente di quello jazz, l'interpretazione viene molto spesso in parte trascurata a favore della estremizzazione del tecnicismo e del virtuosismo canoro ma tecnicismo e virtuosismo non sono tutto, anzi!

 

JC: Mi racconti ora il primo ricordo che hai della musica?

BE: Ho sempre cantato fin da piccola e già a cinque anni suonavo ad orecchio al pianoforte le canzoni dello Zecchino d'oro, passavo ore ed ore a studiarle. Ho anche partecipato ad alcuni Festival di canto dedicati ai bambini..

 

JC: Quali sono i motivi che ti hanno spinto a diventare una cantante?

BE: È successo tutto in maniera naturale nell'adolescenza ho imparato ad accompagnarmi con la chitarra ed a diciassette anni mi sono inserita in piccole band di amici, dapprima interpretando le canzoni di Bob Dylan, di Joan Beaz e di molti altri cantanti folk americani e successivamente cantando pezzi di Blues fino ad arrivare al mio amato Jazz ed è qui che ho anche capito che per "lavorare" con la voce bisognava studiare le tecniche di canto, cosa che ho fatto!.

 

JC: E in particolare ti definiresti cantante jazz?

BE: Principalmente di Jazz ma amo tutta la buona musica, a 360 gradi, mi piace cantare quello che principalmente mi emoziona..

 

JC: Ma cos'è per te il jazz?

BE: Uno stile di vita e di pensiero prima di tutto, il Jazz è musica libera ed anarchica, è creatività allo stato puro, ti da la possibilità di poter esplorare la melodia in altre forme e situazioni, è sorpresa perché alle volte ti fa percorrere strade che normalmente non si percorrono nella musica tradizionale.

 

JC: Tra i dischi che hai fatto ce ne è uno a cui sei particolarmente affezionata?

BE: Il mio ultimo CD - Sentimentale - dedicato a Lelio Luttazzi perché è quello che mi sta dando tante soddisfazioni, in Italia ed all'estero..

 

JC: E tra i dischi che hai ascoltato quale porteresti sull'isola deserta?

BE: Sicuramente: Mingus di Joni Mitchell ma anche alcuni di Chet Baker, Ella Fitzgerald, Billie Holiday, Helen Merrill, Kurt Elling, Jasmine Levy, Cassandra Wilson, Etta James, B.B. King... insomma non mi basterebbe un'isola...

 

JC: Quali sono stati i tuoi maestri nella musica, nella cultura, nella vita?

BE: Prima di tutto i miei genitori, che mi hanno dato tanto ed insegnato ad essere quello che sono e soprattutto ad essere me stessa. Nel campo musicale tutti i musicisti con i cui sono riuscita a trovare delle sinergie. Devo molto a ciascuno di loro in quanto ognuno di loro mi ha regalato qualcosa di prezioso. Maestri ne ho avuti molti ed anche a loro devo molto perché ho sempre imparato cose nuove e diverse, ma soprattutto mi hanno stimolata, facendomi spesso mettere in discussione e da questo ho percepito che d'imparare non si finisce veramente mai, c'è sempre qualcosa di nuovo da apprendere e da condividere. Sicuramente devo molto al musicista friulano Franco Feruglio, grande amico sin dall'infanzia del mio compagno Alessandro, musicista che oltre ad aver collaborato con me nel mio nuovo CD, con stupendi arrangiamenti su alcuni brani e con il suono magico del suo contrabbasso, è diventato per me un pilastro importante, mi ha insegnato tanto e tanto mi sta insegnando ancora! e non ultimo proprio il mio compagno Alessandro, musicista anche lui, che mi incoraggia sempre e mi aiuta a vedere le cose dal verso giusto..

 

JC: E i vocalist (maschi o femmine) che ti hanno maggiormente influenzato?

BE: Sicuramente prima di tutte è stata Ella Fitzgerald, successivamente mi sono "persa" ascoltando Billie Holiday, Nina Simone, Betty Carter, Lambert Hendricks & Ross, Sarah Vaughan, Mel Tormé, Carmen Mc Rae, Chet Baker e moltissimi altri. Attualmente ascolto un po' di tutto, anche di altri settori musicali e non esclusivamente Jazz. Continuo ad ascoltare la musica Blues e canto in un gruppo gli Short Sleepers con i quali mi diverto a fare concerti Rock/Blues, mi piace la musica classica e la musica folk... nel folk ci sono le radici e l'anima del Jazz..

 

JC: Qual è per te il momento più bello della tua carriera di musicista?

BE: L'incontro con Rossana Luttazzi, la moglie del Maestro Luttazzi, che ha creduto nel mio progetto e nel mio talento; devo molto a Rossana, mi ha fatto incontrare dei musicisti straordinari come Antonello Vannucchi, che ha arrangiato tutti i brani orchestrali del CD, Massimo Moriconi, Giorgio Rosciglione e Lorenzo Hengeller, che ha arrangiato i due pezzi in cui ha cantato in duetto con me. E poi molti altri, con cui ho collaborato per l'incisione di questo CD dedicato a Luttazzi. Tramite due miei cari amici, Rita e Domenico Dragotti, ho anche conosciuto Antonio Onorato, musicista napoletano, talentuoso chitarrista, che nel CD ha suonato con me, arrangiandoli con maestria, nei due pezzi napoletani 'Nnammurammece e Souvenir d'Italie..

 

JC: Come vedi la situazione della musica oggi in Italia?

BE: Non bene a mio parere, in molte nazioni estere l'educazione musicale ha un forte peso nell'educazione generale dei giovani e si fa musica con serietà sin dalla giovane età e dalle scuole primarie, il fenomeno televisivo dei talent-show, così di moda adesso, sta affondando tutta la musica di qualità e mi dispiace molto. Forse un De Andrè ora non verrebbe neppure preso in considerazione dalle Major: e questo è molto preoccupante!.

 

JC: Cosa stai progettando a livello musicale per l'immediato futuro?

BE: Ho un progetto a cui penso da tempo negli anni ho scritto dei brani jazz, con testi in italiano, e li ho proposti ad alcuni amici, noti musicisti della mia regione. Hanno tutti aderito con entusiasmo! l'idea sarebbe quella di abbinare ai miei pezzi dei pezzi originali loro se tutto va bene dovremmo iniziare a lavorarci già da questo autunno!

 

http://www.jazzconvention.net/index.php?option=com_content&view=article&id=2187%3Aslideshow-barbara-errico&catid=1%3Aarticoli&Itemid=10 

 

 

 

 MESSAGGERO VENETO

 

 «Sarà dura al Tenco, lotterò contro Mina, Paoli e Arbore»

 

La cantante udinese è in finale con “Sentimentale - dedicato a Lelio Luttazzi” «Già essere tra i ventinove prescelti è un onore». La consegna il 6 dicembre

 

di Gian Paolo Polesini   17 ottobre 2014


La rappresentativa dei ventinove . estratti da duecento giornalisti per la sezione “Interpreti di canzoni non proprie” della Targa Tenco, rilascia, in certe caselle, fragranze di storia. E nella Tenco’s List, «felicemente sorpresa», ci è finita Barbara Errico, singer udinese, Oscar del jazz italiano nel 2011 e fin da piccina innamorata di Lelio Luttazzi e del suo swing inimitabile.

«Finché gli mandai alcune mie tracce - racconta - e anche lui mi volle un po’ di bene. Riuscimmo a incontrarci; poi Lelio, senza far troppo rumore, se ne andò. L’amicizia con la moglie Rossana mi consentì di spingermi ancora più in là, osando la richiesta di poter compilare un album dedica».

Nemmeno il tempo di prendere confidenza con la prospettiva da scaffale cheSentimentale - dedicato a Lelio Luttazzi (Dodicilune) finisce nel gotha delle nuove uscite dell’anno. Accando al Selfie di Mina, al My American Way di Renzo Arbore, a Napoli con Amore di Gino Paoli e A te di Fiorella Mannoia. Ci limitiamo ai pezzi grossi, sebbene pure gli altri mantengano alti profili.

«Orgogliosa di esserci, conscia della fatica, è una scalata impervia. Mica pochi gli ottomila da conquistare, restando nella metafora della montagna». Tenco? Non ci può essere gara fra il grande Luigi e il grande Lelio, melodie diverse, suoni diversi, armonie diverse. Sono e restano due immensi. Errico, appunto, e Tenco? «Più e più volte l’ho pensato, l’avrei cantato se non fosse così tanto imitato dal mondo. Lo sento vicino per un filotto di motivi, ma forse per sintonia o per affinità elettiva, ecco, è Luttazzi ad avermi rubato il cuore».

Sentimentale non è soltanto Barbara Errico. Certo, la voce è riconoscibile, la passione anche. Qualche amico era bene le facesse compagnia e lei ne ha trovati addirittura sette: Antonello Vannucchi al piano, Giorgio Rosciglione e Massimo Moriconi al contrabbasso, Carlo Corvini alla tromba, Lorenzo Hengeller piano e voce, Antonio Onorato alla chitarra, Sandro Deidda al sax tenore e clarinetto. C’è parecchio Friuli in questa sinergia musicale, come il Quartetto d’Archi Pezzè e «la consulenza preziosa di Franco Feruglio».

Ora, aspettiamo. Con lo spirito «in tinta con l’evento - dice Barbara - senza illusioni e con gioia, comunque. È confortante sapere che i giurati i dischi li ascoltano davvero, l’affare Tenco è una cosa seria. Ti approcci meglio, almeno convinta che il metodo italiano, qui, non viene contemplato. È già molto».

 

 

 

 GAZZETTINO

 

Vescovo ed Errico candidati al Tenco

 
SANREMO - Loris Vescovo con l'album "Peninsolàti" e Barbara Errico con "Sentimentale. Dedicato a Lelio Luttazzi" sono i due artisti del Friuli Venezia Giulia candidati ad una Targa Tenco 2014. Potrebbero anche vincerla tutti e due, considerato che Vescovo è inserito nella sezione album in dialetto di cantautore, Errico quale interprete di canzoni non proprie. Inoltre, nella sezione album dell'anno c'è Edoardo De Angelis, direttore dei progetti speciali di Folkest, con il suo "Non ammazzate Anna".
Si è appena concluso il Premio Tenco 2014, svolto nello scorso fine settimana a Sanremo e dedicato a "Le resistenze", e parte la votazione per assegnare le prestigiose Targhe. Riconoscimenti che verranno consegnati il 6 dicembre al Teatro Ariston, con ospite d'onore David Crosby. Le Targhe Tenco sono il riconoscimento più ambito della canzone d'autore italiana. Vengono attribuite non dal Club Tenco, che ha organizzato anche il Premio, ma da una giuria di oltre duecento fra giornalisti e critici musicali. I giurati esprimono le loro preferenze nell'ambito di un'ampia rosa di candidature per ogni categoria, selezionate da una commissione. Per i friulani Loris Vescovo e Barbara Errico, come gli altri, il primo turno di votazioni si protrarrà fino al 19 ottobre. Nel secondo turno sarà espresso un solo voto tra i finalisti, in una sorta di ballottaggio. Vescovo arrivò ad essere finalista per una Targa Tenco anche nel 2009.

di Roberto Vicenzotto 8 ottobre 2014