RECENSIONI PROGETTO "SENTIMENTALE - DEDICATO A LELIO LUTTAZZI"

 

CANDIDATA ALLA TARGA TENCO 2014 

Sezione 4: Interprete di canzoni non proprie

SENTIMENTALE - DEDICATO A LELIO LUTTAZZI 

 

 

RECENSIONI INSERITE NEL BOOK

DEL CD "SENTIMENTALE DEDICATO A LELIO LUTTAZZI"

Ed Koiné - Casa discografica "Dodicilune"

 

 

 

 

 

 

Quando Barbara mi ha telefonato per mettermi al corrente del suo prezioso progetto, subito dopo l’inevitabile commozione, ho pensato che a  Lelio sarebbe piaciuto.   Barbara piaceva a Lelio e dunque  mi sono appassionata insieme a lei per far sì che  il risultato, come poi è avvenuto, fosse quello che lei desiderava: un CD elegante, raffinato, sofisticato,  ma anche ironico come sarebbe piaciuto a Lelio.  La sua voce luminosa ha saputo cogliere  le mille nuances delle melodie  di  Lelio  e la giusta ironia.

 Brava Barbara! Grazie di cuore con gratitudine a nome mio e a nome della Fondazione Lelio Luttazzi. 

Rossana Luttazzi

 

 

«Signore e signori: Lelio Luttazzi!». Il maestro, tante volte, ha presentato il fior fiore dello spettacolo italiano nei diversi e fortunati programmi televisivi che si avvicendavano nella Tv degli anni migliori. Qui si presenta la sua musica che riesce a fondere, senza alcuna sbavatura metrica, la lingua italiana con lo swing, a lui così naturale. Luttazzi, insieme a pochi altri, ha costruito il patrimonio italiano del Tin Pan Alley, indossando con nonchalance non riconosciuta gli abiti di George Gershwin e consegnando ai posteri un canzoniere immarcescibile, che pochi sanno maneggiare a dovere. La Fondazione Luttazzi, per mano di Rossana, riesce a tenere viva la memoria di tanta ricchezza musicale, di tante sfumature che solo delle orecchie attente possono cogliere e che vanno ben oltre le limpide melodie disegnate dal Maestro. Barbara Errico è una raffinata e attenta specialista in tal senso e attinge dall’eredità di Lelio Luttazzi con quel garbo che pochi avrebbero saputo offrire. La sua voce è adamantina e sa recitare ogni singolo passo, complice l’efficace combinazione tra dizione perfetta, registro esteso e ricco di sfumature, e la giusta dose di ironia. Al suo fianco un ampio novero di eccellenti musicisti, che mettono in chiaro la vitalità della musica, sottolineando sì l’immortalità di brani come Souvenir d’Italie, Sentimentale, Mia vecchia Broadway, Vecchia America, ma anche l’assoluta freschezza e attualità degli stessi. Il pianoforte, che tanto jazz ha sprizzato tra le dita di Luttazzi, è qui parimenti toccato da Lorenzo Hengeller, al quale va anche il merito di avere una voce capace di far scena, e Antonello Vannucchi, che non abbisogna di presentazioni: eleganza, ordine, gusto, perfezione e chiarezza. Altro doppio colpo è dato prima da ‘Nnammurammece, in versione unplugged, perché alla voce della Errico fanno da contraltare le sole corde della chitarra di Antonio Onorato, che dà nuova filigrana al verbo partenopeo, e dall’inedito Buonanotte Rossana, meravigliosa carezza di un sogno; un sogno che solo Luttazzi è capace di regalare.

Alceste Ayroldi

 

 

Ripercorrere alcuni momenti, sia pure essenziali, del periplo creativo di Lelio Luttazzi deve aver affascinato Barbara Errico per l'estrema complessità e rischiosità dell'impresa. Solo immedesimandosi in lui, nelle sue molteplici vesti di virtuoso-compositore-paroliere-"stonatore"-showman-mito, ci sarebbe potuta riuscire. Nella mutevolezza permanente, vocale e interiore, sta il segreto del suo successo. Barbara Errico intona con piacevole nonchalance - una delle mille doti luttazziane - "Ogni donna è come una canzone / forse banale". Intendendo beninteso l'opposto, "anti-banale, unica di per sé", grazie a quel gioco di nonsense contraddittori a cui Luttazzi ci aveva abituati. Inanella preziosamente avverbi a catena, a dimostrazione di quanto eccezionalmente il "sì" suoni sulle labbra femminili.  Scegliendo una suite di refrain nostalgici, di souvenir dell'Italie che fu, della Broadway che non c'è più, dell'America del charleston, della Napule 'nnammurata, Barbara Errico ritrova istintivamente "la formula della felicità". Volando liberamente tra le melodie di Gershwin e Berlin, maestri del nostro maestro, ci regala inoltre un delicatissimo au revoir da parte di Luttazzi che commuove fino alle lacrime: "Buonanotte Rossana". "Sarò lì vicino / Sarai qui con me", ripete la sua voce, calorosa, sicura di sé, senza esitazioni. Lelio da lassù l'accompagna in sordina al pianoforte swingando parole astratte e incomprensibili.

Lorenzo Codelli, 

 

 

Barbara Errico sa scegliere. Il repertorio, lo stile, i compagni d'avventura, il mood. In questi anni di latta, liquidi e retromodernisti per paura del futuro che ci corre incontro, lei passa da Endrigo a Luttazzi, nel nome di certa canzone elegante, jazzata e fiera di essere nazionalpopolare in senso gramsciano. Lo fa tenendo insieme il magistero degli arrangiamenti vintage di Antonello Vannucchi e Franco Feruglio con quelli dei giovanotti matti
newpolitani Lorenzo Hengeller e Antonio Onorato. Lo fa con gusto che non cerca la deriva modaiola electroswing, magari lasciandola - perché no? - a futuri remix, bazzicando nel canzoniere del maestro Lelio per scegliere perle e perline che ricordiamo intonati con massima leggerezza, la più profonda delle arti, dal Quartetto Cetra (sempre sia lodato, volete mettere con il varietà odierno in cui Fiorello sembra un marziano?), da Mina, da Jula de Palma...
Ha voce duttile e calda, Barbara, sa stenderla sulle melodie, sa swingare con italica moderazione, sa farsi discreta quando si intesta, orgogliosa l'inedita dedica di "Buonanotte Rossana". Sa regalarci l'opportunità di ricordare spettacoli d'altri tempi e parolieri che si chiamavano Chiosso (ah quel Fred dal whisky facile), Amurri, la premiata coppia commediante
Tarabusi & Scarnicci. Sa chiamare in causa le fonti di ispirazioni primarie, da Gershwin ai Berlin. Sa contornarsi di un mucchio selvaggio di splendidi musicisti, veterani o emergenti che essi siano. Sa reclamare il diritto ad essere "Sentimentale", aggettivo che non rifiuta i piaceri della carne, anzi li prepara, come un romantico - fosse pure illusorio - moltiplicatore di gemiti sinceri. Un'alternativa al Viagra sonico, insomma.
Ps. Barbara sa anche che il napoletano è lingua internazionale della canzone, come l'inglese, più dell'italiano.

Federico  Vacalebre

 

 

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IL FRIULI  13 giugno 2014

                                                                                               di Andrea Ioime

IL FRIULI 

 

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IL GAZZETTINO

 

                                                                                                                                                                                  di Paolo Cautero    Mercoledì 9 Luglio   2014

Lelio Luttazzi rivive nella voce di Barbara Errico

PALMANOVA - Lelio Luttazzi e Barbara Errico, destini artistici incrociati. Lui, triestino, è stato protagonista di rilievo del mondo dello spettacolo italiano sopratutto negli anni '50 e '60, Conservando sempre un occhio di riguardo alla matrice musicale di scuola jazzistica che lo contraddistingueva: raffinato pianista, autore di canzoni di successo come Vecchia America resa celebre dal Quartetto Cetra o Souvenir d'Italie, colonna sonora di un omonino film con De Sica e Sordi. O, ancora, Quando una ragazza a New Orleans. Sono alcuni pezzi della collezione a cui l'udinese Errico ha attinto per realizzare il cd "Sentimentale", altra bella canzone di Luttazzi. Lo ha appena presentato al teatro Modena circondata da ottimi solisti: da Renato Strukelj in gran confidenza con il pianoforte alll'esperto Nini Del Zotto al sassofono, con Federico Monsutti alla tromba, Franco Feruglio e Emanuel Donadelli rispettivamente a contrabbasso e batteria. Non scordando la chitarra di Luca Dal Sacco, il quartetto d'archi Pezzè e il vocalista Mario Calore. Ne è nato un pregevole concerto che ha coinvolto un pubblico da tutto esaurito. Del resto Barbara Errico rimane una lady delle sette note, fra le quali si destreggia con sicurezza ed eleganza. Ci sa fare e lo ha nuovamente dimostrato non limitandosi alle creazioni di Luttazzi ma affrontando anche «evergreen» di mostri sacri come George Gershwin e Cole Porter. Mica uno scherzo. E chiudendo l'applaudita esibizione con un classico intramontabile quale rimane I can't give you anything but love, baby: Doroty Field e Jimmy Mc Hugh che l'hanno scritta oltre ottant'anni fa sarebbero rimasti soddisfatti.

 

 

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SPECIALE UDIN&JAZZ

 

                                                                                                                                                     Scritto da Gerlando Gatto   28 luglio 2014.

 

 

 

“Ahead”: Udin&Jazz guarda avanti - Il festival è giunto felicemente alla XXIV edizione

 

………. Mercoledì 2 luglio, al Teatro Modena di Palmanova, Barbara Errico ha presentato, con squisita eleganza, il suo sentito omaggio a Lelio Luttazzi, contenuto nell’album uscito da poco per “koinè”. La cantante friulana ha riproposto alcuni dei grandi successi di Luttazzi, da “Mi piace” a “Eccezionalmente sì” a “Souvenir d’Italie”… fino al toccante “Buonanotte Rossana”………..

 

http://www.online-jazz.net/wp/2014/07/28/speciale-udinjazz/

 

 

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Udin&Jazz 2014 “ahead!”: mercoledì 2 luglio Nicoletta Taricani e Margherita Gruden. A Palmanova Barbara Errico

 

Pubblicato da  il 01/7/14 • nelle categorie Friuli-VG,Musica e Spettacoli,Udine

 

…………. A Palmanova, invece, con inizio alle 21.30 (ingresso libero, in caso di maltempo al Teatro Modena) approda “Sentimentale”, il progetto di Barbara Errico dedicato al grande re dello swing, Lelio Luttazzi. Un ensemble di tutto rispetto accompagna la cantante friulana: Renato Strukelj al pianoforte, Luca Dal Sacco alla chitarra, Franco Feruglio al contrabbasso, Emanuel Donadelli alla batteria, Nini del Zotto al sax, Federico Mansutti alla tromba e Mario Calore alla voce, con il quartetto d’archi Pezzè. Con il suo stile pulito e la sua riservata ironia, Lelio Luttazzi ha regalato alla musica italiana alcune memorabili pagine. Barbara ricorda dunque il maestro triestino con un progetto insieme elegante ed accorato, accolto con entusiasmo dalla moglie di Lelio, Rossana.

Così racconta proprio la signora Luttazzi: “Quando Barbara mi ha telefonato per mettermi al corrente del suo prezioso progetto, subito dopo l’inevitabile commozione, ho pensato che a Lelio sarebbe piaciuto. Barbara piaceva a Lelio e dunque  mi sono appassionata insieme a lei per far sì che il risultato, come poi è avvenuto, fosse quello che lei desiderava: un cd elegante, raffinato, sofisticato,  ma anche ironico come sarebbe piaciuto a Lelio.  La sua voce luminosa ha saputo cogliere  le mille nuances delle melodie  di  Lelio e la giusta ironia. Brava Barbara! Grazie di cuore con gratitudine a nome mio e a nome della Fondazione Lelio Luttazzi”.

Barbara Errico è una raffinata interprete che ha saputo attingere dall’eredità di Luttazzi con eleganza e leggerezza, aggiungendo quel  tocco personale che è dato dalle sue doti interpretative.
Ad accompagnarla nel concerto nella città stellata un ottimo gruppo di musicisti, che valorizza appieno il repertorio del maestro, dando nuova verve a storici brani come Souvenir d’ItalieSentimentaleVecchia America e molti altri.
Attesa per giovedì 3 luglio, giornata del Paolo Botti 4et e del grande progetto di un altro batterista epocale, Peter Erskine, con il suo European Trio (in prima nazionale) con Rita Marcotulli e Palle Danielsson



Read more: http://www.ilgiornaledelfriuli.net/udine-cron/udinjazz-2014-ahead-mercoledi-2-luglio-nicoletta-taricani-margherita-gruden-palmanova-barbara-errico/#ixzz3GzamW2AF
 

 

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Sentimentale (Dedicato a Lelio Luttazzi)

 

 

                                                                                                               By Grady Harp    on July 13, 2014

 

 

 

 

OF FAMETOP 100 REVIEWERVINE VOICE  

 

Another Bouquet from the Very Beautiful Barbara Errico

 

Barbara Errico is rapidly becoming as popular here in the US as she is in Europe. She is a beautiful singer in both appearance and in voice, a fresh sound in this album that is devoted to jazz and cabaret soft sounds all in Italian! Errico is a crooner, a sophisticated stylist, and an enormous talent. A singer who goes to the heart of her lyrics, dwells there, and then seduces us into that space she has few peers. This is a warm, musical voice that can move so comfortably from ballad to snappy jazz. The songs are a heartfelt tribute to the Italian king of swing, Lelio Luttazzi, whose wit and irony are revalued by the elegant and sincere interpretation of Barbara Errico.

 

The ensemble effect sounds so natural and unforced - not the usual 'stand up and solo' sensationalism that is often the case when there are present such fine musicians as there are here.But the worthy surprise of this terrific album is the presence of Barbara Errico who lives in Campoformido (Udine) in Northern Italy. The ensemble is Barbara Errico, voice,
Antonello Vannucchi, Gianluca Rosciglione, Massimo Moriconi, Sandro Deidda, Claudio Corvini, Gianluca Nanni, Franco Feruglio, Quartetto Pezzé, Emanuel Donadelli, Saverio Tasca, Lorenzo Hengeller and Antonio Onorato 

The tracks are as follows:

Mi piace

Chi mai sei tu

Eccezionalmente si

Sentimentale

Canto anche se sono stonato

Vecchia America

Souvenir d'Italie

'Nnammurammece

Buonanotte Rossana

Love is here to stay

Mia vecchia Broadway

Blue Skies

There is an essence of rare wine here. Taste it! Grady Harp, July 14

 

http://www.amazon.com/Sentimentale-Dedicato-Luttazzi-Barbara-Errico/dp/B00L24MM86/ref=sr_1_2?s=dmusic&ie=UTF8&qid=1410872727&sr=1-2&keywords=Barbara+Errico

 

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TRADUZIONE DELLA RECENSIONE SU AMAZON.COM                                                                     DI GRADY HARP 

 

La meravigliosa Barbara Errico ci regala un nuovo bouquet. Barbara Errico sta rapidamente acquisendo negli USA la fama di cui già gode in  Europa. Una cantante dotata di una voce e di una presenza scenica eccezionali che ci regala una sonorità nuova in quest’album dedicato a dei pezzi sommessi di musica  jazz e da nightclub, tutti cantati in italiano. La Errico è una vera crooner, dallo stile sofisticato e dallo smisurato talento, una cantante che va diritta al cuore dei suoi testi e là ci invita a raggiungerla, riuscendoci come pochi altri. La sua voce calda e musicale è in grado di vagare senza difficoltà tra la ballata e il jazz più vivace.

I pezzi di questo CD rappresentano un omaggio sentito a Lelio Luttazzi, il re dello  swing italiano, e Barbara ridà vita all’ ironia e all’ arguzia di Luttazzi con la sua interpretazione elegante e sincera.

L’effetto d’insieme risulta estremamente naturale, senza forzature inutili, totalmente lontano da quei sensazionalismi da solista autocentrico che sentiamo spesso quando  i musicisti coinvolti sono dello spessore di quelli presenti in questo caso. Ma la  grande sorpresa di questo album è davvero la presenza di Barbara Errico, che vive  a Campoformido, un piccolo paese del Nord-Est. La sua voce è accompagnata da Antonello Vannucchi, Gianluca Rosciglione, Massimo Moriconi, Sandro Deidda, Claudio  Corvini, Gianluca Nanni, Franco Feruglio, Quartetto Pezzé, Emanuel Donadelli, Saverio  Tasca, Lorenzo Hengeller e Antonio Onorato.

 

I pezzi contenuti nell’album sono:

Mi piace

Chi mai sei tu

Eccezionalmente si

Sentimentale

Canto anche se sono stonato

Vecchia America

Souvenir d'Italie

'Nnammurammece

Buonanotte Rossana 

Love is here to stay

Mia vecchia Broadway

Blue Skies

 

Questa è davvero una bottiglia di vino speciale, da assaporare con immenso gusto.

 

                                                                                                                                                                      Grady Harp, 14 luglio 2014

 

 

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ALIAS" (15)  INSERTO DEL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO"                      

 

 

 

SENTIMENTALE, DEDICATO A LELIO LUTTAZZI (Koiné)
❚ ❚ ❚ ❚ ❚ Meraviglioso ed elegante compositore, Lelio Luttazzi avrebbe apprezzato il tributo che gli rende la meravigliosa voce di Barbara Errico. Dodici brani in perfetta sintonia con lo stile di Lelio, swing e divagazioni, riproposti in chiave personale. Senza però tradire le origini. Eccoci, dunque, al cospetto di Canto anche se sono stonato, Mia vecchia Broadway, Sentimentale, Souvenir d’Italie, che Barbara interpreta chiamando a sé uno stuolo di preziosi musicisti e «rilegge» con riguardo e attenzione. (l.d.s.) 

                                                                                                                                                                                 

                                                              DI LUCIANO DEL SETTE  23 agosto 2014

 

 

 

 

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IL GAZZETTINO 26 luglio 2014

di Marco Maria Tosolini 

 

 

 

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Tracce di jazz  Magazine del Jazz italiano

 

 

Barbara Errico - Sentimentale. Dedicato A Lelio Luttazzi

                                                                                                               Scritto da Redazione on 27 Giugno 2014. Postato in Nuove uscite italiane

 

 

È in distribuzione in Italia e all’estero nel circuito IRD e nei principali store digitali “Sentimentale. Dedicato a Lelio Luttazzi” nuovo progetto discografico della cantante friulana Barbara Errico, prodotto da Koinè, collana editoriale dell'etichettasalentina Dodicilune, con la collaborazione e il sostegno della signora Rossana, moglie del compianto maestro, e della Fondazione Luttazzi.

 

La poliedrica artista, che spazia dal jazz al blues, dal gospel al cantautorato ricostruisce lo spirito, le sonorità e lo swing del grande Lelio Luttazzi. Il cd contiene, infatti, dieci brani del compositore triestino (firmati da solo o in collaborazione con altri autori come Leo Chiosso, Jula de Palma, Giulio Scarnicci, Renzo Tarabusi, Mirko Menna, Alberto Zeppieri e Antonio Amurri), già interpretati da grandissimi cantanti del panorama italiano (Quartetto Cetra, Mina, Jula de Palma e molti altri). Completano la track list Love Is Here To Stay di George e Ira Gershwin e Blue Skies di Irving Berlin. Arrangiati da Antonello Vannucchi (piano), Franco Feruglio (contrabbasso, chitarra classica), Lorenzo Hengeller (piano) e Antonio Onorato (chitarra), i brani sono eseguiti da Claudio Corvini (tromba), Sandro Deidda (sax tenore e clarinetto), Antonio Onorato (chitarra), Saverio Tasca (vibrafono), Quartetto d'archi Pezzè, Massimo Moriconi e Giorgio Rosciglione (contrabbasso), Gianluca Nanni ed Emanuel Donadelli (batteria).
Barbara Errico si avvicina alla musica jazz alla fine degli anni ottanta. Innamorata delle grandi interpreti del jazz americano, da alcuni anni sente l’esigenza di rivalutare i grandi autori della musica italiana. Nel 2010 pubblica “Endrigo in Jazz”, progetto discografico sullo straordinario cantautore istriano prodotto da Dodicilune. Dopo un grande successo di critica e di pubblico in Italia e all’estero, grazie a questo progetto nel 2011 la cantante ottiene due importanti riconoscimenti: l’Italian Jazz Awards nella categoria Brand New Act e il piazzamento tra le prime dieci voci jazz italiane nel concorso Jazzit Award, promosso dall’omonima rivista. Dopo aver ascoltato i brani dedicati a Sergio Endrigo, Lelio Luttazzi sentì l’esigenza di esternare la sua soddisfazione inviando una mail alla cantante friulana: “[…] tu rappresenti per me la perfezione insieme ai tuoi musicisti. Brava. Ti auguro una carriera luminosa”. Il destino purtroppo ha voluto che Barbara non conoscesse personalmente il maestro, scomparso improvvisamente nel luglio 2010. Da questo contatto è nata però un preziosa amicizia con la signora Rossana. “Quando Barbara mi ha telefonato per mettermi al corrente del suo prezioso progetto, subito dopo l’inevitabile commozione, ho pensato che a Lelio sarebbe piaciuto”, sottolinea la moglie del maestro. “Mi sono appassionata insieme a lei per far sì che il risultato, come poi è avvenuto, fosse quello che desiderava: un lavoro elegante, raffinato, sofisticato ma anche ironico come sarebbe piaciuto a Lelio. La sua voce luminosa ha saputo cogliere le mille nuances delle melodie e la giusta ironia”. 
L’arrangiamento dei pezzi è stato affidato, come sottolineato in precedenza, a quattro importanti musicisti. Il maestro Antonello Vannucchi, grande amico di Luttazzi, musicista e arrangiatore nelle orchestre Rai dagli anni 60 sino agli anni 90, “pietra miliare” del jazz italiano, in questo progetto firma l’arrangiamento dei brani Blue Skies, Vecchia America, Love is here to stay, Mia vecchia Broadway, Sentimentale, Eccezionalmente si. Nel corso della sua lunga carriera ha collaborato con Ennio Morricone, Nino Rota, Armando Trovajoli; ha accompagnato i grandi nomi della musica italiana e straniera, da Ornella Vanoni a Mina, da Gianni Morandi a Domenico Modugno da Fabrizio De Andrè a Chet Baker, da Barney Kessel a Bobby Hackett, da Kenny Clarke a Lee Konitz.
Franco Feruglio, che ha curato le registrazioni delle parti vocali, ha composto raffinati arrangiamenti per archi, chitarra e vibrafono in Mi piace e nell’inedito Buonanotte Rossana, pezzo dolcissimo scritto da Luttazzi e dedicato alla moglie. Il maestro vanta nel suo curriculum collaborazioni con la RAI, la radio austriaca ORF, Radio France, SFB Berlino e Radio Capodistria. Per molti anni ha fatto parte del settimino del baritono Leo Nucci, impegnato in concerti cameristici a La Scala, Teatro di Montecarlo, Canale 5. Con Ludovico Einaudi e il sestetto d’archi di “Divenire Tour” ha tenuto più di sessanta concerti nei maggiori teatri d’Europa. Ha accompagnato solisti come Rostropovic, Uto Ughi, Maisky, Krilov, Lonquich, Carmignola, Baldovino, Oppiz. È compositore di musiche di scena scritte per teatri nazionali ed esteri; con le sue opere ha partecipato a numerosi Festival internazionali.
Il pianista Lorenzo Hengeller duetta con la Errico, nei due brani da lui arrangiati Chi mai sei tu e Canto anche se sono stonato nei quali “abbiamo cercato”, sottolinea la cantante, “di far rivivere quella freschezza e quella ironia che trasparivano con grande eleganza in Studio Uno, meravigliosa trasmissione degli anni ’60, condotta da Luttazzi, in cui spesso duettava con grande divertimento assieme alla meravigliosa Mina”. Nel Hengeller 2006 pubblica “Il giovanotto matto” un album di matrice swing con il quale ottiene ottime recensioni di critica. Vincitore del Premio Carosone 2007, partecipa a numerosi festival jazz italiani. "Lorenzo rivitalizza le canzoni dell´epoca di sua/nostra nonna con un occhio affettuoso e l’altro ironico, senza indulgere in quella retorica che purtroppo è il tratto distintivo di quasi tutti quelli che si avvicinano al passato della musica leggera italiana", dice di lui Stefano Bollani. 
Infine nei due brani Souvenir d’Italie e ’Nnammurammece il virtuoso chitarrista napoletano Antonio Onorato è riuscito con i suoi raffinati arrangiamenti, a cogliere il lato più melodico delle composizioni di Lelio Luttazzi, arricchendole di una ammirevole vena partenopea. Chitarrista jazz sempre alla ricerca e fusione degli stilemi armonico-melodici del linguaggio della sua cultura d'origine, quella napoletana, con la musica afro-americana, medio-orientale, brasiliana che lo hanno portato ad individuare un linguaggio del tutto personale, Onorato ha suonato con molti artisti di calibro internazionale come Toninho Horta, Franco Cerri, Eddy Palermo, James Senese, Joe Amoruso, Enzo Gragnaniello, Roberto Murolo, Pino Daniele e molti altri.

 

"Quando Barbara mi ha telefonato per mettermi al corrente del suo prezioso progetto, subito dopo l’inevitabile commozione, ho pensato che a Lelio sarebbe piaciuto.Barbara piaceva a Lelio e dunque, mi sono appassionata insieme a Lei per far sì che il risultato, come poi è avvenuto, fosse quello che lei desiderava: un CD elegante, raffinato, sofisticato, ma anche ironico come sarebbe piaciuto a Lelio. La sua voce luminosa ha saputo cogliere le mille nuances delle melodie di Lelio e la giusta ironia.Brava Barbara! Grazie di cuore con gratitudine a nome mio e a nome della Fondazione Lelio Luttazzi."  (Rossana Luttazzi)

  

http://www.traccedijazz.it/index.php/nuove-uscite/24-nuove-uscite-italiane/512-barbara-errico-sentimentale-dedicato-a-lelio-luttazzi

 

 

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 Live Reviews

 

 

Udin&Jazz 2014 – Ahead

 

 

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 ………Il mercoledì il festival si è preso una semipausa, spostandosi a Palmanova con un solo concerto: quello della cantante Barbara Errico dedicato a Lelio Luttazzi, triestino e perciò da queste parti particolarmente caro a un pubblico assai ampio. Che, infatti, ha riempito la sala del Teatro Modena.

Il progetto Sentimentale, del quale veniva anche presentato l'omonimo disco, è molto vario, includendo anche brani non di Luttazzi ma a lui cari, vari ospiti e arrangiamenti diversi—ad esempio due brani con la presenza del quartetto d'archi Pezzé. Tuttavia è parso un po' ai confini del jazz, presente—quando c'era—in modo assai tradizionale e controllato. Nulla di male, perché anche in Luttazzi il jazz era una passione e un riferimento, non già l'anima stessa della sua multiforme figura artistica. Il pubblico, perlopiù diverso da quello degli altri concerti, ha comunque molto apprezzato uno spettacolo, nel suo genere, fatto con genuinità e competenza……….

 

http://www.allaboutjazz.com/udine-jazz-2014-by-neri-pollastri.php?width=1440#.VBhCOxbzag0

 

 

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Di lezioni di stile, nella vita come nella musica, Lelio Luttazzi ne ha lasciate tante, impresse nella memoria di chi ha avuto modo di apprezzarne la sapida ironia, l’eleganza del portamento, il sorriso disarmante e l’intelligente inventiva che ha segnato, senza dubbio, un magnifico periodo dello Swing italiano e della RaiTV prima del definitivo collasso intellettuale degli anni Ottanta.

Il Maestro triestino aveva il garbo di affrontare l’arte della composizione con uno charme inimitabile, forse per sfida e consolazione rispetto agli eventi vissuti che ne segnarono la filosofica sospensione nello sguardo e nelle parole, una consapevole incertezza nei confronti del mondo dello spettacolo e dei suoi tristi fulgori, dando sempre la sensazione di essere “anche” in un’altra regione dell’anima, più sfuggente, più gentile, più in grado d’intuire l’essenziale delle figure esteriori.

E questo, a nostro parere, resta ancor vivo nei testi e nei pentagrammi del Luttazzi che Barbara Errico sceglie con finezza per uno squisito omaggio che, dietro quinte teatrali immaginarie, muove una densità di valori ardenti, segna l’incidenza delle linee emozionali che si lasciano sedurre dal timbro di una voce che, affascinante e amabile quanto Lelio, sussurra ombre di nuvole, disegna impercettibili “cortesie” canore senza mai premere troppo sull’”originale” e sul “diverso”.

La vocalist disegna angoli di rapporti melodici intimi, rilievi appena accennati di onde luminose, di scelte estetiche che trasformano il soggetto evocato in riflessione narrativa, in espressività intensa che intriga chi ascolta lasciandosi trasportare dal Misterioso di quella luce soffusa e strinata di poesia che è nelle timbriche e nelle fantasie cromatiche del Lelio più vero, più suggestivo, più forte, più trasgressivo, più vicino alla variante bellezza di un jazz fra Duke Ellington e Fats Waller e, in Italia, tra Fred Buscaglione ed il grande Nicola Arigliano.

Piace molto l’idea di cantare nella nostra bella lingua, cui nulla manca per correre fra i multicolori meditativi e le enfasi ritmate delle Blue Notes: peccato che in pochi se ne accorgano. Piace soprattutto se gli arrangiamenti cancellano prenomi americani ed innovano il lirismo secondo un grafica nitida e spontanea, così come Antonello Vannucchi sa descrivere con linguaggio sottile ed evocativo, come nella vellutata “Mi piace”, nell’amena “Eccezionalmente sì”, nella sorridente mestizia di “Sentimentale”, nella giocosa “Vecchia America”, nella tenue elegia di “Souvenir d’Italie”, nella malinconica passione partenopea di “Nnammuramece”, nella morbida “Buonanotte Rossana”, nell’effervescente “Mia vecchia Broadway”, nella tenue e preziosa “Blue Skies” di Irving Berlin e nella splendida song di George ed Ira Gershwin “Love is here to stay”, giusta investitura nei confronti della cultura Jazz del Maestro. Qualcuno probabilmente ricorda il feeling empatico e l’enfasi scherzosa che tratteggiava i duetti da Showman dell’eclettico triestino: la leggera “Chi mai sei tu” e l’arguta “Canto anche se sono stonato” ne ricordano la passione per il Divertissement tramite il parallelismo tra lo Zenit canoro di Barbara e la gradevole facezia di Lorenzo Hengeller, davvero abile nel dimensionare in cifra aneddotica la lieta controfigura di chi, poliedrico ed innovatore, alle giuste conclusioni arrivò prima di tanti altri. E anche noi lo ricordiamo con affetto.

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JAZZ iT settembre/ottobre 2014

di Luciano Vanni direttore della rivista Jazz it 

 

 

 

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neapolisjazz

 

Ottobre 2014                                                                         allegato n. 2 di Neapolisjazz.net

 

  

“Sentimentale” KOINÈ KNE 022                                                                 di Francesco Peluso

Se qualcuno, nel ritrovarsi questo disco tributo fra le mani, dovesse pensare che trattasi di una scontata rivisitazione del verbo jazzistico del maestro Lelio Luttazzi, si sbaglia di grosso, perchè bastano poche battute dell’iniziale atmosfera di “Mi piace” per rendersi conto del buon gusto che pervade l’intero album. La coinvolgente sensibilità espressiva della cantante Barbara Errico e il significativo apporto dei numerosi compagni d’avventura, mostrano a chiare lettere che si è al cospetto di un lavoro tanto elegante, quanto gradevole, nel pieno rispetto della poliedrica personalità artistica del simpatico ed esuberante “Lelio”. L’artista friulana, sostenuta nella sua idea progettuale da Rossana Luttazzi (moglie del compianto maestro) e dalla Fondazione Luttazzi, tinteggia con estrema coerenza espressiva la scanzonata verve del pianista, compositore e conduttore triestino, in una carrellata di celebri brani di sua composizione. In tal senso, con “Sentimentale” Barbara Errico propone una lettura attualizzata di alcune strutture di Luttazzi, che si avvalgono degli arrangiamenti orchestrali del M° Antonello Vannucchi (amico di vecchia data di “Lelio”, nonché pianista ed arrangiatore nelle orchestre Rai dagli anni ‘60 ai ‘90). Pertanto, dopo il brano d’apertura, a seguire il divertente e ammiccante duetto Barbara Errico & Lorenzo Hengeller in “Chi mai sei tu” e “Canto anche se sono stonato”, prima di tuffarsi nella memorabile “Vecchia America”. Voce potente, dinamica e ironica quella sfoggiata dalla Errico che, dalle ambientazioni swing e charleston alle più toccanti del repertorio napoletano (vedi “’Nnammurammece” in coppia con Antonio Onorato alla chitarra) si districa in modo egregio in tutte le canzoni proposte, lasciando ammirati nel serrato succedersi degli avverbi di “Eccezionalmente si”, nella celata malinconia di “Souvenir d’Italie” e nella struggente interpretazione di “Buonanotte Rossana”, a suggello di un disco che vale la pena ascoltare. La ripresa audio di questo album asseconda il suo contenuto artistico con una discreta brillantezza timbrica e una proporzionata ampiezza scenica.n

 

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RECENSIONE SU EXTRA MUSIC MAGAZINE 

Barbara Errico
Sentimentale
2014
Koinè by Dodicilune

di Valerio Di Marco

Sentimentale più che un titolo è uno stato emotivo permanente. Quello della cantante friulana Barbara Errico nei confronti del grande e compianto Lelio Luttazzi, gigante della musica italiana d’autore del secolo scorso, al quale la Nostra ha dedicato uno dei dischi-tributo più belli di quest’anno che volge al termine.
«Quando Barbara mi ha telefonato per mettermi al corrente del suo prezioso progetto» – racconta Rossana Luttazzi, moglie del compositore scomparso nel 2010 e presidente della Fondazione a lui dedicata - «subito dopo l'inevitabile commozione, ho pensato che a Lelio sarebbe piaciuto. Barbara piaceva a Lelio, e dunque mi sono appassionata insieme a lei per far sì che il risultato, come poi e' avvenuto, fosse quello che lei desiderava: un CD elegante, raffinato, sofisticato, ma anche ironico come sarebbe piaciuto a Lelio». E se lo dice lei, è quasi un’investitura. 
Perché è dalle qualità di questa poliedrica performer che bisogna partire per descrivere un disco che è una dichiarazione d’amore. Un tuffo in un passato lontano ma sempre attuale. Quaranta minuti di puro godimento in cui vengono rievocati lo spirito, le sonorità, lo “swing” del grande Lelio attraverso dodici celebri brani di sua composizione che vanno da Mi Piace a ‘Nnammuramece passando per Canto Anche Se Sono Stonato, Mia Vecchia Broadway, Buonanotte Rossana e Souvenir d’Italie. 
Pezzi già interpretati da molti artisti nel corso degli anni ma a cui la Errico conferisce un tocco inedito, personale, unico, grazie alle sue innate capacità d’interpretazione e all’ausilio di vari musicisti che hanno collaborato col Maestro nel corso della sua lunga carriera: Massimo Moriconi, Giorgio Rosciglione, Gianluca Nanni, Claudio Corvini. Ma anche Lorenzo Hengeller, che nei duetti con la Errico fa rivivere la magìa di quelli di Lelio con Mina nella storica trasmissione “Studio Uno”, condotta dallo stesso Luttazzi negli anni sessanta, e il grande pianista e pietra miliare del jazz italiano Antonello Vannucchi, musicista e arrangiatore nelle orchestre Rai per oltre un trentennio, e grande amico di Lelio.

Articolo del 11/12/2014 - ©2002 - 2014 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati

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ARTICOLO USCITO SUL QUOTIDIANO "AVVENIRE" IL 27 DICEMBRE 2014 A CURA DEL GIORNALISTA ANDREA PEDRINELLI

 

 

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 ARTICOLO USCITO L'8 GENNAIO 2014 SUL "QUOTIDIANO DI PUGLIA" A CURA DEL GIORNALISTA ERALDO MARTUCCI

 

Omaggio a Lelio Luttazzi, il cd di Barbara Errico

di Eraldo Martucci

 

Il cantante swing Ernesto Bonino lanciò nel 1944, con grande successo, “Il giovanotto matto”, un motivo semplice e ricco di swing scritto da Lelio Luttazzi, che nel dopoguerra diventò uno degli eredi più nobili della corrente jazz nella canzone italiana.

E proprio il grande artista triestino è stato l’ispiratore del cd “Sentimentale. Dedicato a Lelio Luttazzi”, nuovo progetto discografico della cantante friulana ma di origini salentine Barbara Errico, prodotto da Koinè, collana editoriale dell’etichetta salentina Dodicilune, con la collaborazione e il sostegno della signora Rossana, moglie del maestro, e della Fondazione Luttazzi

La poliedrica artista, che spazia dal jazz al blues, dal gospel al cantautorato ricostruisce lo spirito, le sonorità e lo swing del grande Lelio Luttazzi con grande eleganza e personalità alla guida, peraltro, di un eccellente gruppo jazz e con la collaborazione del quartetto d’archi Pezzè.

La canzone del titolo, “Sentimentale” fu scritta da Luttazzi nel 1959 appositamente per Nicola Arigliano, e se anche poco più tardi la reinterpretò anche Mina, il primo a renderla famosa fu appunto il grande crooner salentino che proprio allora cominciava a raccogliere i suoi primi successi. Ha fatto parte anche del repertorio di Corrado Lojacono e Marino Barreto jr.


La bellissima versione di Barbara Errico valorizza al massimo l’eleganza connaturata a questo brano, ma anche gli altri nove del compositore triestino (firmati da solo o in collaborazione con altri autori come Leo Chiosso, Jula de Palma, Giulio Scarnicci, Renzo Tarabusi, Mirko Menna, Alberto Zeppieri e Antonio Amurri) sono reinterpretati con grande fascino. Completano la track list “Love Is Here To Stay” di George e Ira Gershwin, e “Blue Skies” di Irving Berlin 

 

http://www.quotidianodipuglia.it/spettacoli/omaggio_a_lelio_luttazzi_il_cd_di_barbara_errico/notizie/1108306.shtml

 

 

 

 

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http://www.blogfoolk.com/2015/02/speciale-dodicilune-barbara-errico-leo.html

 

Speciale Dodicilune: Barbara Errico, Leo Pianoforte, Angelo Mastronardi Trio, Painting Jazz Duo, Vito Liturri Trio, Nicola Andrioli

  

Barbara Errico – Sentimentale: Dedicato a Lelio Luttazzi (Koinè by Dodicilune/I.R.D., 2014)
Avvicinatasi al jazz alla fine degli anni ottanta ed innamorata delle grandi interpreti americane, la cantante friulana Barbara Errico, negli anni si è dedicata a rileggere il repertorio del grandi autori della musica italiana, raccogliendo grandi consensi con lo straordinario “Endrigo In Jazz”, pubblicato nel 2010, che gli ha fruttato l’Italian Jazz Awards nella categoria Brand New Act e il piazzamento tra le prime dieci voci jazz italiane nel concorso Jazzit Award, promosso dall’omonima rivista. Proprio questo disco le fruttò i complimenti di Lelio Luttazzi, alle cui composizioni è dedicato il suo nuovo album “Sentimentale. Dedicato a Lelio Luttazzi”, che raccoglie le riletture di otto brani del compositore triestino, già noti nelle reinterpretazioni di grandi artisti del panorama italiano, a cui si aggiungono le belle versioni di “Love Is Here To Stay” di George e Ira Gershwin e “Blue Skies” di Irving Berlin. A curare gli arrangiamenti sono quattro eccellenti musicisti, ovvero Antonello Vannucchi (piano), Franco Feruglio (contrabbasso, chitarra classica), Lorenzo Hengeller (piano) e Antonio Onorato (chitarra), che hanno impreziosito con la loro cifra stilistica i vari brani, alle cui incisioni hanno partecipato Claudio Corvini (tromba), Sandro Deidda (sax tenore e clarinetto), Antonio Onorato (chitarra), Saverio Tasca (vibrafono), Quartetto d'archi Pezzè, Massimo Moriconi e Giorgio Rosciglione (contrabbasso), Gianluca Nanni ed Emanuel Donadelli (batteria). Quasi si compisse un viaggio nel tempo, il disco ci restituisce il fascino delle grandi orchestre Rai con gli eleganti arrangiamenti di Antonello Vannucchi, storico amico di Luttazzi e pietra miliare del jazz italiano, che firma “Blue Skies”, “Vecchia America”, “Love is here to stay”, “Mia vecchia Broadway”, “Sentimentale”, ed “Eccezionalmente si”, interpretate magistralmente dalla voce della Errico. All’atmosfera di Studio Uno, celebre trasmissione degli anni Sessanta, e all’ironia dei duetti di Luttazzi con Mina, sono ispirate invece le versioni di “Chi mai sei tu” e “Canto anche se sono stonato”, in cui la Errico duetta con Lorenzo Hengeller. Altrettanto pregevoli sono poi le versioni per archi, chitarra e vibrafono, curate da Franco Feruglio, di “Mi Piace” e dell’inedito “Buonanotte Rossana”, Luttazzi per la moglie,  e i due gioiellini ”Souvenir d’Italie” e “’Nnammurammece” i cui arrangiamenti sono firmati dal chitarrista napoletano Antonio Onorato che è riuscito ad esaltare il lato melodico delle composizioni di Luttazzi. Insomma “Sentimentale: Dedicato a Lelio Luttazzi” è un disco di rara bellezza nel quale splendono certamente le canzoni del compositore triestino, ma in cui si tocca con mano tutto il talento di Barbara Errico, voce tra le più interessanti del panorama jazz italiano.

Salvatore Esposito 

 

 

 

BARBARA ERRICO

SENTIMENTALE

 

Abbiamo resistito alla tentazione di presentare il progetto musicale di Barbara dal vivo negli studi RAI;. abbiamo fatto bene! Il disco è pre-zio-si-ssi-mo e va presentato così com'é per valorizzare tutto il suo peso.

Arrangiamenti perfetti e freschi, tutto è ben registrato e magnificamente suonato, pieno di gusto, dinamiche, sfumature. Tutto suona senza cedimenti filologici o peggio volendo scimmiottare il gusto di un’epoca passata. Al contrario questa musica suona come deve essere e cioè suonata oggi, con il gusto del nostro tempo e contemporaneamente con una sensibilità attenta al patrimonio di scrittura di Lelio Luttazzi. Già Luttazzi nel SUO tempo aveva - secondo me - lo stesso tipo di atteggiamento, perché lui stesso "fuori tempo". Negli anni '60 il jazz con grande irrequietezza aveva già attraversato  diverse rivoluzioni e si stava manifestando come la musica o meglio l'estetica del riscatto soci-culturale afro-americano. In un'Italia in ritardo perenne Luttazzi ovviamente non poteva condividere quell'urgenza e quelle necessità. Piuttosto guardava con nostalgia allo swing e alla stagione degli standard, ma senza cedere banalmente alla nostalgia e realizzò una grande stagione dello standard italiano, una canzone dalla superficie spesso spiritosa e sempre molto glamour, ma dalla sostanza solidissima: una bella miscela che consentiva e consente tutt'oggi soltanto ad interpreti davvero consapevoli dei propri mezzi di avvicinarsi con successo a quel repertorio. Barbara Errico è assolutamente una di queste. Dalla prima nota la sua voce si posiziona per capacità, gusto, piacere d'ascolto e - perché no - immediata simpatia, tra la rosa delle grandi interpreti del passato. Penso più a Jula De Palma che a Mina, immensa e tuttavia inarrivabile, forse più per personalità e talento complessivo che soltanto per capacità tecniche. Credo di aver letto da qualche parte che proprio Julia De Palma fosse l'interprete "elettiva" di Luttazzi, che univa molte qualità come timbro cristallino, leggerezza nel fraseggio e nello spirito.

La voce di Barbara Errico si distingue in questo disco certo per intonazione e interpretazione , ma soprattutto per il suono che - non si deve mai dimenticare - nella musica è IL TUTTO. E' ciò che contiene e svela il sentimento, l'intelligenza, il gusto e l'intera verità di un'interprete. Troppo facile giudicare queste qualità in un repertorio drammatico, molto più delicata la questione di fronte ad un repertorio così (soltanto) apparentemente leggero ed elegante. Ci vuole la giusta misura per valorizzare queste canzoni e non farne una macchietta della TV dell'Italia che fu. Il Maestro Lelio Luttazzi aveva ragione ad essere severo nei suoi giudizi e nel trattare chi voleva avvicinarsi a questo repertorio.

 

Il gruppo di lavoro intorno a Barbara è di prima scelta e l'operazione sembra essere condotta senza guardare a tristi e ahimè oggi consuete ristrettezze di budget. Si sente in questo disco tutta la generosità e la cura messa da arrangiatori e musicisti. Qui c'è la ricchezza del tempo e dell'attenzione impiegati nel realizzare una cosa bella destinata a durare, comprese le foto di copertina che rivelano sobrietà e tuttavia eleganza.

 

 

Piero Pieri

programmista-regista

RAI - Sede Regionale per il Friuli Venezia Giulia